Trasferirsi in Thailandia nel 2026: cosa è cambiato (in meglio e in peggio) rispetto al 2022


Il Paese del Sorriso nel 2026

La Thailandia continua a essere chiamata "la terra del sorriso" e resta la seconda economia del sud-est asiatico dopo l'Indonesia, con una crescita del PIL attesa intorno al 2% nel 2026. Ma tra il 2022 e oggi, il quadro per chi vuole trasferirsi è cambiato in modo sostanziale, soprattutto sul fronte fiscale. Non tutto in peggio, ma nemmeno ottimo come prima: chi ha letto il mio post del 2022 (o del 2019, aggiornato) troverà qui le differenze concrete, requisito per requisito.


Cosa è cambiato dal 2022 a oggi: la sintesi

Prima di entrare nel dettaglio, ecco i punti salienti:

In peggio sul fisco: dal 1° gennaio 2024 è cambiata la regola sulla tassazione delle rimesse (Departmental Instruction Por. 161/2566, poi integrata da Por. 162/2566). Prima del 2024, un reddito estero prodotto in un anno e rimesso in Thailandia in un anno successivo non era tassabile: bastava aspettare il 1° gennaio successivo per portare i soldi senza imposte. Da gennaio 2024 questa scappatoia non esiste più: qualsiasi reddito estero percepito da un residente fiscale thailandese (chi soggiorna 180 giorni o più l'anno) è tassabile nel momento in cui entra in Thailandia, indipendentemente da quando è stato prodotto. La Thailandia partecipa inoltre allo scambio automatico di informazioni finanziarie (CRS) dal settembre 2023, quindi il fisco locale riceve dati sui conti esteri dei residenti.

Una possibile schiarita in arrivo non ancora legge: è in discussione un decreto che consentirebbe l'esenzione fiscale per i redditi esteri rimessi in Thailandia entro due anni fiscali da quando sono stati prodotti. Se approvato, riporterebbe la Thailandia vicina alla flessibilità pre-2024. Al momento (metà 2026) resta una proposta, non ancora pubblicata in Gazzetta Ufficiale: va monitorata ma non può essere data per scontata in fase di pianificazione.

In meglio visti: dal 2022 sono nati due nuovi. Il Long-Term Resident Visa (LTR), lanciato a settembre 2022 e reso più accessibile con le modifiche del febbraio 2025, e il Destination Thailand Visa (DTV), lanciato nel luglio 2024 e pensato per nomadi digitali e freelance. Sono le due novità più rilevanti in assoluto rispetto al 2022.

Ridimensionato: lo Smart Visa, che nel 2019-2022 era la bandiera del governo per attrarre talenti e investitori, è stato in gran parte smantellato nel 2025. Le categorie Talent, Investor ed Executive sono state eliminate e i candidati vengono ora indirizzati all'LTR Visa. Sopravvive solo la categoria SMART S per gli startupper (più SMART O per i familiari).

Rebranding: il Thai Elite Visa è oggi il Thailand Privilege Visa, con cinque nuovi livelli: Bronze, Gold, Platinum, Diamond, Reserve (indicati sotto) e prezzi generalmente più alti rispetto al 2022.

Invariato: i requisiti economici del visto pensionistico Non-Immigrant O-A (i famosi 800.000 THB di deposito o 65.000 THB di reddito mensile) non sono cambiati nella sostanza. È diventata invece obbligatoria, dal 2019 in avanti e tuttora in vigore nel 2026, l'assicurazione sanitaria con massimali minimi (40.000 THB per cure ambulatoriali, 400.000 THB per il ricovero) emessa da una compagnia thailandese o approvata dall'OIC thailandese — un costo aggiuntivo che nel 2019 il post non menzionava ancora a regime.

Anche il quadro politico è cambiato: il governo è passato più volte di mano dal 2019 (compresa la crisi della famiglia Shinawatra), e a seguito di elezioni anticipate tenutesi l'8 febbraio 2026 il Paese ha oggi un primo ministro conservatore, Anutin Charnvirakul (partito Bhumjaithai), a capo di una coalizione con il Pheu Thai che controlla 267 seggi su 500. Rispetto alla dittatura militare post-golpe del 2014 commentata nella mia precedente versione, la Thailandia ha quindi ormai alle spalle diversi cicli elettorali, pur restando un sistema politico segnato da tensioni tra establishment conservatore-monarchico-militare e forze progressiste.


Contesto economico e politico nel 2026

La Thailandia ha chiuso il 2025 con una crescita del PIL del 2,4%, il quinto anno consecutivo di espansione, anche se in rallentamento rispetto al 2,9% del 2024. Per il 2026 le stime oscillano tra l'1,5% (Banca Centrale) e il 2% (Ministero delle Finanze), frenate dai dazi USA, dall'elevato debito delle famiglie thailandesi e da un baht più forte che penalizza le esportazioni. Il primo trimestre 2026 ha comunque sorpreso positivamente, con una crescita del 2,8% su base annua.

Sul piano politico, dopo anni di instabilità e una crisi di governo alimentata anche da tensioni al confine con la Cambogia, le elezioni anticipate dell'8 febbraio 2026 hanno consegnato la vittoria al Bhumjaithai Party guidato da Anutin Charnvirakul (193 seggi), seguito dal People's Party progressista (118 seggi) e dal Pheu Thai (74 seggi). La coalizione di governo tra Bhumjaithai e Pheu Thai punta sulla stabilità istituzionale e sulla continuità delle politiche economiche, ma il conflitto tra establishment monarchico-militare e forze progressiste resta sullo sfondo. Per chi valuta un trasferimento, il messaggio pratico è lo stesso di sempre: la normativa thailandese su visti e fisco cambia con una certa frequenza e va verificata sulle fonti ufficiali aggiornate al momento dell'espatrio, non su un articolo, per quanto recente.


Il divieto di doppia imposizione Italia-Thailandia

Nessuna novità qui: la convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Thailandia, firmata nel 1977 e in vigore dal 1980, resta pienamente valida nel 2026. Chi trasferisce correttamente la propria residenza fiscale in Thailandia non paga le tasse italiane sui medesimi redditi. Il sistema fiscale thailandese continua a basarsi sul principio di territorialità, ma — ed è qui il cambiamento più importante degli ultimi anni — la definizione di cosa sia "tassabile in Thailandia" per i redditi esteri è stata riscritta nel 2024, come sopra menzionato.

La riforma fiscale 2024: cosa sapere prima di trasferirsi

Qui si coglie meglio la differenza tra 2022 e 2026, quindi vale la pena approfondirlo.

La regola fino al 2023. Un reddito estero percepito da un residente fiscale thailandese (180 giorni o più di soggiorno nell'anno) era tassabile in Thailandia solo se veniva rimesso nel Paese nello stesso anno solare in cui era stato prodotto. Bastava aspettare il 1° gennaio successivo per portare quei fondi in Thailandia esentasse: era la base della pianificazione fiscale di molti expat.

La regola dal 1° gennaio 2024 (Por. 161/2566 e Por. 162/2566). Qualsiasi reddito estero percepito da un residente fiscale thailandese è ora tassabile nel momento in cui viene rimesso in Thailandia, indipendentemente dall'anno in cui è stato prodotto. Il reddito estero maturato prima del 1° gennaio 2024 resta invece esente anche se rimesso oggi: la linea di demarcazione è quella data, non il momento della rimessa. Chi ha risparmi o investimenti costituiti prima del 2024 mantiene quindi un margine di pianificazione su quella quota.

Cosa significa in pratica. Dividendi, interessi, plusvalenze, pensioni e altri redditi esteri percepiti dopo il 1° gennaio 2024 da chi è fiscalmente residente in Thailandia diventano imponibili non appena entrano nel Paese, con le aliquote progressive ordinarie (vedi tabella sotto), a prescindere da quanti anni sono rimasti fermi su un conto estero.

Lo scambio automatico di informazioni (CRS). Dal settembre 2023 la Thailandia partecipa al Common Reporting Standard, ricevendo dati sui conti bancari esteri detenuti dai propri residenti fiscali. È aumentata quindi anche la capacità di controllo incrociato del fisco thailandese, aspetto che nel 2022 non era ancora operativo.

La possibile marcia indietro (da verificare al momento del trasferimento). È allo studio un decreto che concederebbe un'esenzione fiscale per i redditi esteri rimessi in Thailandia entro due anni fiscali dalla loro produzione — una via di mezzo tra la vecchia regola (illimitata) e quella attuale (nessun margine). Se ne parla dal 2025, ma a metà 2026 il provvedimento non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e resta, di fatto, una proposta. Chi pianifica il trasferimento deve verificarne lo stato aggiornato al momento della decisione, non fidarsi di quanto scritto oggi.

Buona notizia, per chiudere il capitolo: le aliquote sul reddito imponibile in Thailandia restano tra le più basse della regione, e la tassazione resta comunque nettamente più favorevole di quella italiana per chi struttura correttamente redditi e rimesse.

Qualche considerazione sul trasferimento in Asia qui.

Tabella aliquote imposta sul reddito delle persone fisiche (2026)

Reddito annuo (THB)

Aliquota


0 – 150.000

Esente

150.001 – 300.000

5%

300.001 – 500.000

10%

500.001 – 750.000

15%

750.001 – 1.000.000

20%

1.000.001 – 2.000.000

25%

2.000.001 – 5.000.000

30%

Oltre 5.000.000

35%

Cambio di riferimento (luglio 2026): 1 EUR ≈ 38,5 THB (verificare sempre il tasso aggiornato, ha oscillato tra 36 e 38,5 nell'ultimo anno).

Chi ottiene lo status di "Highly-Skilled Professional" o "Work-from-Thailand Professional" tramite il visto LTR (vedi sotto) beneficia di un'aliquota fissa e agevolata del 17% sul reddito da lavoro prodotto in Thailandia, oltre all'esenzione sui redditi esteri anche se rimessi nel Paese — un vantaggio che nel 2022 non esisteva.



Imposta sui redditi d'impresa e IVA

L'aliquota sulle società resta al 20%, invariata rispetto al 2022 e ancora competitiva nel confronto regionale. Le piccole imprese con capitale versato inferiore a 5 milioni di THB e profitti netti sotto i 3 milioni di THB continuano a beneficiare di aliquote ridotte progressive.

Sul fronte IVA, la novità riguarda la proroga: l'aliquota ridotta al 7% (contro il 10% ordinario) era già in vigore nel 2022 ed è stata più volte prorogata; l'ultima proroga, approvata dal governo a settembre 2025, la mantiene fissa al 7% fino al 30 settembre 2026. I piani per un aumento graduale verso il 10% restano per ora congelati, a supporto della domanda interna in un contesto di debito delle famiglie elevato.


Il sistema dei visti nel 2026: cosa resta, cosa è nuovo, cosa non esiste più

Il sistema resta articolato quanto programmato nel 2022, ma la mappa è cambiata. Ecco un quadro aggiornato:


Visto turistico e METV

Invariati nella sostanza: ingresso senza visto fino a 30 giorni per i passaporti italiani (con possibilità di estensione di altri 30 presso l'Ufficio Immigrazione), e visto METV multi-ingresso con validità 6 mesi per soggiorni fino a 60 giorni consecutivi per volta. Verificate sempre i costi aggiornati presso Ambasciata e Consolato, soggetti a revisione periodica.


La vera novità 2024:

il Destination Thailand Visa (DTV)

È il cambiamento più rilevante lato visti per chi lavora da remoto. Lanciato a luglio 2024, il DTV è pensato per nomadi digitali, freelance con clienti esteri e chi partecipa ad attività culturali, educative o professionali approvate in Thailandia. Non esisteva nel post del 2022.

Requisiti principali:

  • prova di disponibilità finanziaria di almeno 500.000 THB (circa 13.000 euro) su conto corrente, depositati da almeno 3 mesi;

  • validità di 5 anni, multi-ingresso, con soggiorni fino a 180 giorni per ingresso, estendibili di altri 180 giorni presso l'Ufficio Immigrazione;

  • costo del visto: 10.000 THB (circa 260 euro);

  • non consente di ottenere un permesso di lavoro né di lavorare per aziende o clienti thailandesi: è pensato per chi lavora esclusivamente per committenti esteri.


La novità 2022 diventata centrale nel 2026:

il Long-Term Resident Visa (LTR)

Lanciato a settembre 2022 — quindi assente dal post originale — e reso più accessibile con le modifiche di febbraio 2025 (eliminato, tra l'altro, il requisito di esperienza lavorativa pregressa per due delle quattro categorie), l'LTR è oggi lo strumento di punta del governo thailandese per attrarre professionisti e capitali stranieri, ruolo che nel 2018-2019 era dello Smart Visa.

Il visto dura 10 anni (rinnovabile 5+5), consente un permesso di lavoro digitale semplificato e prevede solo un check-in annuale invece di quello trimestrale richiesto da altri visti non-immigrant. Si articola in quattro categorie:

  1. Wealthy Global Citizen: patrimonio di almeno 1 milione di USD, di cui almeno 500.000 USD investiti in asset thailandesi specifici (immobili, titoli di Stato, investimenti diretti). Nessun limite di età.

  2. Wealthy Pensioner: over 50, con pensione o reddito passivo di almeno 80.000 USD annui, oppure almeno 40.000 USD annui unitamente a un investimento di almeno 250.000 USD in asset thailandesi.

  3. Work-from-Thailand Professional: lavoratori da remoto per aziende estere consolidate, con reddito di almeno 80.000 USD annui negli ultimi due anni.

  4. Highly-Skilled Professional: esperti in settori prioritari (manifattura avanzata, sanità e wellness, robotica, aviazione, tecnologia digitale, ricerca), con contratto presso un'azienda thailandese, un'azienda BOI, un ente pubblico o un istituto accademico/di ricerca.

Requisito comune a tutte le categorie: assicurazione sanitaria con copertura minima di 50.000 USD, oppure iscrizione al sistema previdenziale thailandese (SSO) se dipendenti in loco, oppure un deposito di 100.000 USD su conto bancario mantenuto per almeno 12 mesi. Il costo del visto è di 50.000 THB (circa 1.300 euro) per la validità decennale multi-ingresso.


Lo Smart Visa: da bandiera del 2018 a strumento di nicchia nel 2026

Lo Smart Visa, presentato nel 2018 come la grande novità per attrarre startupper, investitori e dirigenti, ha avuto negli anni un impatto più contenuto delle attese ed è stato ridimensionato nel 2025: le categorie Talent (T), Investor (I) ed Executive (E) — quelle descritte nel post del 2022 — sono state eliminate e chi vi rientrava viene ora indirizzato all'LTR Visa. Sopravvive solo:

  • SMART S (Startup): riservato a founder collegati a un ente di incubazione riconosciuto, con requisiti di deposito e collegamento a progetti approvati dal governo;

  • SMART O: per il coniuge e i figli del titolare del visto S.

Chi nel 2022 avrebbe puntato sullo Smart Visa T, I o E dovrà quindi oggi orientarsi sull'LTR.


Il visto Non-Immigrant "B" per lavoro e business

Sostanzialmente invariato nella struttura: resta necessario un permesso di lavoro prima di iniziare l'attività, con le sottocategorie BA (commerciale), IB (investimenti) e B (per l'insegnamento, tra le più richieste). Le tasse di ingresso singolo (validità 3 mesi) e multiplo (validità 1 anno) sono soggette a variazioni periodiche: verificatele sempre sul sito dell'Ambasciata thailandese prima di procedere, il cambio EUR/THB del 2026 (circa 1 a 38,5) incide sensibilmente sull'importo in euro rispetto al 2019.


Visto pensionistico Non-Immigrant O-A (Long Stay): la novità è l'assicurazione sanitaria

Per chi vuole trasferirsi in pensione, i requisiti economici di base non sono cambiati dal 2022:

  • aver compiuto 50 anni;

  • nessun divieto di ingresso nel Regno;

  • reddito mensile di almeno 65.000 THB (circa 1.690 euro al cambio 2026), oppure deposito di almeno 800.000 THB (circa 20.800 euro) su conto bancario thailandese da almeno 2-3 mesi prima della domanda, oppure una combinazione di reddito e deposito che sommi 800.000 THB;

  • al rinnovo, il saldo di 800.000 THB deve restare sul conto e non può scendere sotto i 400.000 THB nei tre mesi successivi al rinnovo;

  • certificato penale e assenza delle patologie infettive previste dalla normativa;

  • nessun permesso di lavoro in Thailandia.

La vera differenza rispetto al 2022 è l'assicurazione sanitaria obbligatoria.

Introdotta a partire dal 31 ottobre 2019 e ormai pienamente operativa: chi richiede il visto O-A (o alcuni rinnovi) deve avere una polizza sanitaria emessa da un assicuratore thailandese o da un assicuratore estero approvato dall'OIC (Office of Insurance Commission) thailandese, con copertura minima di 40.000 THB per cure ambulatoriali e 400.000 THB per il ricovero (spesso richiesta anche una copertura complessiva fino a 3.000.000 THB comprensiva di COVID-19).

Le semplici assicurazioni di viaggio internazionali o le tessere sanitarie del Paese d'origine non sono accettate. Il costo di una polizza thailandese idonea si aggira oggi tra i 25.000 e i 60.000 THB l'anno, a seconda di età e copertura: una voce di spesa che nel post del 2022 non era ancora a regime e va messa in conto nella pianificazione del budget.

Da notare: l'assicurazione non è richiesta per chi richiede una semplice estensione di soggiorno basata sul Non-Immigrant O per motivi di pensionamento o coniugio, ma solo per il visto O-A vero e proprio e per certi rinnovi da esso derivati — un dettaglio su cui la normativa continua a generare confusione, quindi va verificato caso per caso.

Restano invariati gli obblighi di re-entry permit e di presentazione ogni 90 giorni all'Ufficio Immigrazione per chi soggiorna a lungo termine.

Il Thai Elite Visa è diventato Thailand Privilege Visa

Il vecchio Thai Elite Visa descritto nel 2022 (con le fasce Easy Access, Privilege Access, Ultimate Access) è stato ribattezzato Thailand Privilege Visa, con una struttura di membership completamente rinnovata su cinque livelli:

Bronze

5 anni

~650.000 THB (~16.900 euro)

Gold

5 anni

~900.000 THB (~23.400 euro)

Platinum

10 anni

~1.500.000 THB (~39.000 euro)

Diamond

15 anni

~2.500.000 THB (~65.000 euro)

Reserve

20 anni

~5.000.000 THB (~130.000 euro)


Rispetto al 2022, i prezzi sono complessivamente più alti (l'accesso base costava circa 500.000 THB per 5 anni nel post originale) e la struttura dei benefit è più segmentata: corsie preferenziali in aeroporto, servizi sanitari, golf e spa restano tra i privilegi caratteristici, come nel 2022.

Resta fermo che si tratta di visti di soggiorno, non di un percorso verso la cittadinanza thailandese, e che non consente di lavorare.


Costo della vita: ancora conveniente, ma con inflazione da monitorare

Il vantaggio comparativo rispetto a Roma o Milano resta ampio nel 2026, pur con un'inflazione che negli ultimi anni ha eroso parte del divario, specialmente a Bangkok. Chang Mai, Chang Rai e Pattaya restano più economiche della capitale. Il consiglio del 2022 vale ancora: i costi variano moltissimo in base a dove e come si vive, e conviene sempre verificare i dati aggiornati (ad esempio su Numbeo) al momento della decisione, più che affidarsi a cifre di qualche anno prima.


Perché trasferirsi in Thailandia nel 2026

  • Per un sistema fiscale che, pur reso più stringente dalla riforma 2024 sulle rimesse, resta competitivo rispetto a quello italiano, specialmente per chi pianifica bene tempi e modalità di rimessa dei redditi esteri.

  • Per il nuovo LTR Visa, che offre 10 anni di stabilità e un'aliquota agevolata al 17% per i professionisti qualificati — un'opzione che nel 2022 non esisteva.

  • Per il DTV, pensato su misura per chi lavora da remoto per clienti o aziende estere, anche questo assente nel 2022.

  • Per le spiagge di Phuket, Ko Samui, Phi Phi Islands e Khao Phing Kan.

  • Per la vita spirituale legata a buddismo, taoismo e confucianesimo, coltivabile nei centri di meditazione di Chang Mai e Chang Rai.

  • Per le foreste tropicali e il trekking.

  • Per la vita notturna di Bangkok e le sue spa tradizionali.

Il quadro generale resta positivo, ma con un avvertimento più netto rispetto al 2022: la finestra di pianificazione fiscale sui redditi esteri si è ristretta, e chi si trasferisce oggi deve strutturare rimesse e conti con più attenzione di quattro anni fa. Per una valutazione della vostra situazione specifica, potete prenotare una consulenza personalizzata.


FAQ :

In Thailandia si pagano le tasse sui redditi esteri nel 2026?

Sì, se il reddito estero viene rimesso in Thailandia da un residente fiscale (180 giorni o più l'anno) e riguarda redditi prodotti dal 1° gennaio 2024 in poi. I redditi esteri prodotti prima di quella data restano esenti anche se rimessi oggi.

Cosa è cambiato nella tassazione dei redditi esteri dal 2024?

Fino al 2023 un reddito estero era tassabile solo se rimesso nello stesso anno in cui era prodotto. Dal 2024 (Por. 161/2566) qualsiasi reddito estero prodotto dal 2024 in poi è tassabile quando entra in Thailandia, indipendentemente da quanti anni sono passati.

Quanto serve per il visto pensionistico thailandese nel 2026?

65.000 THB di reddito mensile (~1.690 euro) oppure un deposito di 800.000 THB (~20.800 euro), più assicurazione sanitaria con massimali minimi di 40.000 THB (ambulatoriale) e 400.000 THB (ricovero).

Cos'è il Long-Term Resident Visa (LTR) thailandese?

Visto decennale (rinnovabile 5+5) lanciato nel 2022 per professionisti qualificati, remote worker, pensionati facoltosi e "wealthy global citizen", con aliquota agevolata al 17% per alcune categorie.

Il Destination Thailand Visa (DTV) è un visto di lavoro?

No, consente di lavorare da remoto solo per aziende o clienti esteri, non per datori di lavoro thailandesi.

Lo Smart Visa esiste ancora nel 2026?

In forma ridotta: dal 2025 restano solo SMART S (startup) e SMART O (familiari); Talent, Investor ed Executive sono confluiti nell'LTR.

Un italiano che si trasferisce in Thailandia paga ancora le tasse in Italia?

No, se trasferisce correttamente la residenza fiscale: l’Accordo Italia-Thailandia (in vigore dal 1980) che sancisce il divieto di doppia imposizione ha come scopo impedire la doppia tassazione.


Perchè il mio approccio è diverso?

Non mi limito a studiare la fiscalità internazionale: la vivo applicata sul campo da quasi 15 anni.
Aver ottenuto la residenza fiscale in 4 Paesi mi ha permesso di trasformare la teoria in esperienza concreta.
Non ho mai dovuto affrontare due trasferimenti di residenza uguali perché ogni progetto aveva ogni volta differenti obiettivi patrimoniali, professionali, fiscali e personali

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Nota:

questa guida ha scopo informativo generale e non risolve casi particolari. La normativa fiscale internazionale è la materia dei dettagli: ogni situazione richiede un'analisi specifica del caso concreto e della sua evoluzione.

Carla Galanti

Avvocata dal 1994 - Expat dal 2012. Specializzata in diritto fiscale e migratorio, aiuto gli italiani a scegliere il loro Paese ideale senza commettere errori.

https://carlagalanti.com
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